Quando tutto dovrebbe essere perfetto, ma non lo è!
Cari lettori appassionati, oggi vi voglio parlare della “sindrome del nido”, o “nesting”(dall’inglese fare il nido); riguarda il delicato periodo dell’ultimo trimestre in gravidanza, quando la donna, che sta per dare alla luce il suo cucciolo, vuole tenere sotto controllo qualsiasi cosa intorno a sé. Ordine, pulizia della casa, preparazione borsa per l’ospedale e la costruzione di un nido caldo e confortevole per il neonato sembrano per le gestanti la priorità.
L’ordine esterno aiuta le future mamme a mantenere un ordine e una calma interiore che le aiuterà nell’affrontare il parto imminente. Di fronte a un evento così straordinariamente terrificante come la nascita, dove tutto sfugge al controllo razionale, dove c’è qualcun altro che decide per noi, è, per la donna, fondamentale riuscire ad avere almeno la parvenza di un controllo sull’organizzazione degli spazi che accoglieranno il bambino.

Non è sempre così, e vi parlo per esperienza personale; era il 15 settembre del 2020 quando iniziammo i lavori per la costruzione di un portico davanti casa. Io avrei partorito da lì a quattro mesi; stavo studiando per dare gli ultimi esami di pedagogia all’università, e nel mentre preparavo tutto il necessario per la nascita. Completati i lavori, dopo qualche settimana, comincio a percepire un odore molto intenso provenire dalle pareti. Questo odore era così forte che ero costretta a studiare con le finestre aperte, e finivo sempre con l’avere un cerchio alla testa.
Così inizio ad allertare tutti di questo fatto anomalo.
Inizialmente, tutti prendono sottogamba la mia preoccupazione “sei incinta senti tutti gli odori amplificati!”, mi dicono. Fatto sta che la notte l’aria sembrava irrespirabile e mi trasferisco a dormire dai miei. Pochi giorni dopo, facciamo dei rilievi e ci dicono che è stata usata una sostanza tossica che di solito si usa solo per ambienti esterni e che ora sta impregnando tutti i blocchetti di tufo di cui è fatta casa nostra. Nessuno può vivere lì dentro fino a data da destinarsi.
Il mondo ci crolla addosso, ci trasferiamo nel seminterrato dei miei. Nulla andava come previsto; la preparazione del nido era ormai un ricordo. Mi aspettano giorni difficili, di grande nervosismo anche con mio marito. Scoppi d’ira e pianti inconsolabili, nulla andava come previsto.
Per chiudere il cerchio ad un mese dalla nascita la mia cara nonna ci lascia, un dolore grande, un vuoto enorme, un pezzo di storia che ci lascia.
Eppure dopo un mese sei nato tu, mia “piccola fiamma” e sei arrivato come un uragano ad insegnarci che la vita è più forte di tutto.