Cari gentili lettori,

con la nascita del primo figlio la mia vita si è stravolta completamente, da un momento all’altro mi sono ritrovata a dovermi occupare di un neonato che dipendeva in tutto e per tutto da me. Ancora dolorante, sia fisicamente che psicologicamente, dopo un parto operativo indotto per tre lunghi giorni, in cui di naturale nulla è avvenuto (ma questa storia merita un approfondimento in un altro articolo) mi sono ritrovata a non dormire più di un’ora a notte, a dover accudire un bambino ad alto contatto che amava stare solo in braccio mentre si camminava, a dover gestire l’avvio dell’allattamento tra seno gonfio, dolore, latte che usciva ovunque sporcando me e il piccolo richiedendo quindi continui cambi!
Insomma nel giro di poco tempo io non esistevo più come prima, anche il forte dolore dei punti dell’episiotomia veniva messo in secondo piano rispetto alle continue cure che richiede un bambino appena nato!
In pochi giorni mi sono sentita sopraffatta da tutto quel contatto, dalla sensazione di essere, per il mio bambino, insostituibile; nessuno in realtà avrebbe potuto darmi il cambio per esempio, per una sana e necessaria notte di sonno.

Ho iniziato a confondere gli eventi che accadevano tra una notte e l’altra, a non ricordare alcune cose successe il giorno prima, ero in uno stato confusionario. Ricordo una stanchezza mai provata prima, profonda che mi portava ad essere spesso irritata! Con mio marito abbiamo avuto le meglio litigate in quel periodo e rigorosamente di notte!
Senza contare la sensazione di tristezza che mi portava a piangere, a sentirmi sola e poco capita. Ero dentro questo vortice ma non potevo mollare, avevo la grande responsabilità di crescere una creatura e, cascasse il mondo, lo avrei dovuto portare a termine!
Ho scoperto dopo che lo stato in cui ero stata per circa il primo mese post-parto è una condizione comune a molte neomamme, che prende il nome di Baby Blues o Maternity Blues. Le neomamme in balia degli sbalzi ormonali, della stanchezza e dell’instabilità degli eventi, vivono un momento molto difficile, ma che è momentaneo e passeggero.
COME AIUTARE LE NEOMAMME?
Personalmente in quel periodo mi ha aiutata avere una rete di persone che si sono occupate materialmente di tutto quello che girava intorno: cucinare, lavare, stirare, … mi hanno dato la possibilità di riposare cullando un po’ il mio bambino, mi hanno accompagnata a comprare dei prodotti per prendermi cura di me in profumeria, … queste piccole ma importati attenzioni sono alleati preziosi.
Anche parlare con qualche amica delle emozioni contrastanti che stavo vivendo senza essere giudica o etichettata è stato fondamentale per metabolizzare quel grande cambiamento nella mia vita.

Inizialmente provavo vergogna nell’esternare quelle sensazioni, perché tutti mi avevano parlato della maternità come la cosa più bella del mondo, e mi sentivo in colpa e sbagliata per il fatto che per me non era così! Ho imparato, e sto imparando che non è tutto rose e fiori, e che la realtà può essere veramente molto diversa da come la immaginavamo, ma non per questo meno degna di essere vissuta fino in fondo.