Cari appassionati lettori,
continua la nostra intervista ad Alice che ci accompagna a spasso nella sua casa dei bambini, cerchiamo di entrare insieme a lei in punta di piedi nel mondo di questa grande studiosa che tanto ha lasciato alle generazioni future.
Condivi con noi le gioie e le difficoltà a cui sei andata incontro nel realizzare un progetto così coraggioso: aprire una casa dei bambini.

“Aprire una Casa dei Bambini e portare avanti il mio spazio Montessori è sempre stato un sogno per me, come tutti i sogni ho dovuto faticare per realizzarlo e ancora c’è tanto da fare.
Purtroppo oggi il Montessori è moda per molti genitori, ma anche per molti educatori, questo mi ha portata ad avere molti bastoni tra le ruote come si dice qui da me…
Molte persone hanno cercato di sminuirlo o di voler copiare il progetto o addirittura di volerlo affossare, ma, come vi ho detto nella prima parte dell’intervista la determinazione per me è tutto.
Dietro questo sogno ci sono tanti anni di studio, di formazione, di esperienza e nel Montessori la formazione è continua; una maestra Montessori non smette e non può mai smettere di formarsi.

Aprire, intraprendere e portare il Montessori comporta fare un grande lavoro su noi stessi.
Il mio spazio vuol essere uno spazio aperto a tutti, la mia associazione si chiama appunto: “Educare alla libertà”. Quando sono partita ero sola, avevo il supporto della mia famiglia, ma non avevo una/un collega con la/il quale collaborare , non avevo nessun genitore interessato, non avevo bambini iscritto al progetto.
Ma sono partita lo stesso perché da qualche parte bisogna pur partire!
A settembre ho inaugurato lo spazio e, con mia grande sorpresa, ho avuto più di cento persone che hanno partecipato all’inaugurazione.
Nel frattempo sono arrivati i primi soci e anche le colleghe.
Questo per dirvi che se noi ci crediamo più di chiunque altro tutto può diventare fattibile“.
Quali consigli daresti a chi vorrebbe intraprendere la tua stessa strada?
“Amo essere di supporto ma non dare consigli, questo perché ognuno di noi vede il consiglio in modo diverso, quello che vi posso dire è di formarvi prima di tutto e di non smettere mai di farlo. Il Metodo Montessori richiede pazienza, ascolto, osservazione di noi stessi e degli altri.
Fare un percorso di crescita personale, di familycoach, è importante quanto la formazione del metodo, per entrare in contatto con le famiglie serve essere formati, essere competenti, altrimenti si rischia di invadere uno spazio sacro.

Se invece siete già formati e volete aprire uno spazio a metodo, informatevi bene da un bravo commercialista cosa e che formula applicare per realizzarlo e poi informatevi nel vostro comune cosa potete fare perché anche da regione a regione e da comune a comune ognuno dice la sua.
L’ultima cosa che mi sento di dirvi è: tenetevi strette le paure come la giusta spinta a continuare e non devono fermarvi, abbiate il coraggio di realizzare i vostri sogni e se vi spaventano allora vuol dire che sono quelli giusti.
Non abbiate mai la presunzione di sentirvi arrivati perché quella sì che vi fermerà! Sentitevi sempre studenti e mai maestri.
Un enorme grazie per questa intervista va a Martina, una grande collega e mamma”.